43enne, sposato, 2 figli. Barba, baffi, occhiali, occhi verdi, capelli pochi e brizzolati. Belle mani e voce sexy (dicono). Amo l'Astronomia, la Cultura Antica, le Donne in Reggicalze, far volare gli Aquiloni, la Nutella, il Jazz, scrivere racconti e poesie, leggere, il sesso, e tante altre cose...
Amo PARLARE, ma ancor di piu' ASCOLTARE.
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C'e' chi dice che la vendetta e' un piatto che va servito freddo, e chi aspetta, bellamente seduto sulla riva, che passi il cadavere del proprio nemico.
Non so se tutto questo sia appropriato a quello che sto per dire, ma leggere che la Vezzali ha conquistato il suo quarto titolo mondiale consecutivo nel Fioretto femminile (oltre a due ori olimpici), solamente 4 mesi dopo la nascita del suo primogenito Pietro, mi ha fatto ridere di gusto, e godere, come dire, come un piccolo maialino (anche tenendo conto della forma che mi ritrovo).
Eh gia', in un paese dove la maternita' viene sempre piu' negata nel mondo del lavoro, in particolare nelle aziende private, questa e' una gran bella notizia, e pur essendo uomo vivo la cosa come una grande rivincita - o piccola vendetta, vedete voi - per tutte le donne che o rinunciano ai figli o alla carriera, e magari devono rinunciare a tutti e due.
Inutile dire che dedico questo nobile dolce lucente fioretto al paffuto e alquanto stronzo posteriore di tutti quei Direttori del Personale - pardon, delle Risorse Umane - che non assumono donne perche' si sposano e poi fanno figli, o che se le hanno assunte, probabilmente per errore proprio o del proprio predecessore, sono bravissimi ad emarginare le stesse.
Che quella lama cosi' nobile e dolce ve la possiate sentire tutta tutta per intero, indovinate dove. Tanto, notoriamente, il fioretto e' arma di punta, quindi e' solo di quella che dovete preoccuparvi, la lama non taglia...
Avere SKY, in effetti, e' si' un cedimento allo stato imperialista delle multinazionali, come dicevano alcuni volantini farneticanti anni (secoli?) fa, ma ha anche il vantaggio che puoi vedere film o spettacoli che nella tv in chiaro ormai non vedi neanche a piangere in armeno. Oppure puoi rivedere qualcosa di bello che non riesci piu' a trovare.
E' un periodo che replicano "Bianca", di Nanni Moretti. Un film sconclusionato, per certi versi, o meglio visionario...con un finale che da' i brividi per la sua capacita' di vedere cose che sarebbero capitate da li' a poco, la china che stavamo prendendo.
Quel monologo finale sulle scarpe e' agghiacciante nella sua logicita', nella sua lucida disamina della confusione di ruoli, sentimenti, stili, stati d'animo che cominciava ad affacciarsi nella Societa' e che ormai e' una cosa quasi scontata. E' vero, una volta c'erano pochi tipi di scarpe, facilmente identificabili, facilmente collocabili..ora non ci si capisce piu' nulla, puoi trovare sempre la scarpa che vuoi, anche la piu' strana, e tutto si giustifica nel nome del "a me piace cosi'". E come le scarpe anche noi ormai giustifichiamo tutto, e CI giustifichiamo tutto, perche' i comportamenti, come le scarpe, non hanno piu' un indirizzo univoco, puoi sempre pensare di inventarti uno stile tuo, sicuro che il relativismo imperante ti accogliera' a braccia aperte.
E in questo casino, l'uomo, gli uomini, s'impoveriscono, sbiadiscono, diventano un unico grande grigio, paradossalmente proprio nel tentativo di differenziarsi.
Se vi capita, rivedetelo, anche se e' un film datato, per certi versi. Ma e' un grande film, un grande film.
Prepari con la tua Associazione un evento pubblico sull'Eclissi.
Passi una settimana a prepararti sull'argomento, perche' sei appassionato di astronomia dall'eta' di 6 anni, ma se si tratta di parlare in pubblico bisogna essere preparati...pero' sai che e' il tuo ring, il tuo mestiere recondito, tu sei un affabulatore, un uomo da palcoscenico, e poi vuoi mettere vedere la gente che ti segue rapita neanche fossi Ligabue o Brad Pitt.
Passi due notti a preparare la presentazione, e poi il weekend nei momenti liberi li dedichi a rifinirla, a togliere, aggiungere, cercare immagini su Internet, a prevedere domande e preparare risposte.
Organizzi tutto.
Arrivi il lunedi', sotto un diluvio universale, e gia' sai che i telescopi rimarranno malinconicamente in auto.
Guardi la sala, tristemente vuota, con una sparuta rappresentanza di studenti di due scuole.
Almeno il collegamento con la Tunisia, mentre parlo, puo' fare da sfondo. E lo fa.
Poi...
Il collegamento wireless con la rete dell'edificio cade, giusto 20 minuti prima del momento clou. E non riparte.
E la gente va via.
E chiudi tutto.
E pensi...
Meglio che non lo dica quello che ho pensato, al Paradiso ci tengo, IO.