43enne, sposato, 2 figli. Barba, baffi, occhiali, occhi verdi, capelli pochi e brizzolati. Belle mani e voce sexy (dicono). Amo l'Astronomia, la Cultura Antica, le Donne in Reggicalze, far volare gli Aquiloni, la Nutella, il Jazz, scrivere racconti e poesie, leggere, il sesso, e tante altre cose...
Amo PARLARE, ma ancor di piu' ASCOLTARE.
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"Ma non scrivi piu' nel Blog?".
Gia'. Il Blog. Una forma di diario che mi ha accompagnato per un po', cosi, per caso, scritture quando sentivo di scrivere, post che andavano e venivano, e il tutto lasciato molto superficiale, quasi trasparente. Eppure non sono uno che non ha cose da dire...ne ho tante. Ma certe volte ti prende al collo quella dannata sensazione di inutilita' globale che ti attanaglia, ti lacera, ti smembra con le sue certezze sui tuoi difetti, su quello che dovresti fare e che non fai, e le cose che rimandi, e gli affetti che non curi, e la progressiva malattia che avanza, questa durezza del cuore che si rapprende poco a poco ma inesorabilmente come il calcestruzzo dei Romani.
Ma cosa devo scrivere? Leggo di voi e seguo le vostre vite, ma di me cosa scrivo, se non che la vita mi scivola addosso perche' sono troppo imbelle e pigro per afferrarla, per darle una direzione qualsiasi?
La lacerante dicotomia tra quello che potrei essere e quello che invece sono e soprattutto che non sono e' terribile. Il capitale sprecato. Il sentirsi circondato da persone che ti pensano geniale "ehhh, e' proprio bbbravo, uno forte, lui si che ci capisce" e non sanno della pochezza, degli scheletri nell'armadio, del 2006 che si sta chiudendo come il 2005 e tutti gli altri, cioe' con un bilancio assolutamente in pareggio. Zero.
Certe volte vorrei avere un interruttore qui, sul cervello, e fare click.
Commentando il post di una blogger tra le mie preferite, ho usato questo termine : inerzia del cuore.
E' quel fenomeno che ti lascia il cuore in un luogo mentre il misero corpo ritorna al suo tran tran quotidiano...in quanti luoghi abbiamo lasciato il cuore? QUante volte avremmo fatto a meno di ripartire?
Ogni viaggio, ogni destinazione e' sempre qualcosa di nuovo...e il viaggio e' sempre un'esperienza personale, anche se fatto con la comitiva piu' incasinata che uno possa immaginare.
Ricordo una frase su una vignetta di un mio vecchio libro di inglese del liceo:
"There's a sailor in every port - and some port in every sailor"
A proposito, oggi e' l'8 marzo.
Se c'e' un modo, da donna, di farsi prendere per i fondelli una volta di piu', e' quella di andarsene in giro mimose alla mano e sbandierare una festa che e' proprio l'antitesi della femminilita' e delle conquiste avute (poche) e di quelle ancora da avere (innumerevoli).
A tutte le donne che stasera crederanno di essere libere solo perche' vanno a cena fuori, urlando come forsennate magari davanti ad uno spogliarello maschile, dico: complimenti, un bel suicidio collettivo. Tra parentesi, a quelle disperate che vanno a vedere il maschione che si spoglia consiglio di vedersi prima il pubblico (maschile) di uno spogliarello femminile: il livello di volgarita' messo in campo dai poveri maschietti e' decisamente inferiore. Ma per favore!
Essere donna oggi e' ancora piu' difficile di ieri. Le conquiste che si pensa di avere ottenuto saranno si' importanti, ma c'e' ancora tanto da fare...la maternita' garantita, ad esempio, e tutelata, soprattutto sul posto di lavoro. Sbandierare ai quattro venti la possibilita' di fare gli stessi mestieri degli uomini e' solo impotenza di fronte a chiusure ben piu' sostanziali. Non credo che sia una grande vittoria poter dire di fare gli stessi lavori degli uomini: per chi odia la guerra, ad esempio, vedere donne soldato fa lo stesso effetto che vedere soldati maschi.
Il giorno che una donna potra' fare figli senza dovere rischiare il posto di lavoro; quando potra' fare un colloquio di lavoro senza partire da una posizione svantaggiata solo perche' madre potenziale; quando sbirciare tra le sue gambe non sara' un'allusione a cosa ci si aspetta per garantire un qualche avanzamento di carriera; quando si potra' indossare una minigonna senza essere per forza una che ci sta; quando si smettera' di fare le stesse cose che fanno gli uomini ma si puntera' alla valorizzazione di ciascuno secondo la propria natura indipendentemente dal sesso anagrafico, concedendo a tutti le stesse opportunita', allora si' che il cammino sara' concluso.
Fino ad allora bisognera' lottare, e non serviranno certo le mimose.

Certe volte ho la sensazione, la brutta sensazione che la vita sia come il filo dei miei aquiloni quando si aggrovigliano.
Ti metti li', cerchi di sbrogliarlo, se poi e' un aquilone acrobatico i cavi sono due, e tutto e' molto piu' difficile.
Ti siedi sul prato o sulla sabbia, tiri fuori tutta la pazienza che mai penseresti di avere, qualche volta imprechi, poi capisci che ci vuole tempo e fai il lavoro, magari pensando ad altro.
Poi alla fine ci riesci. Trionfante guardi quel filo domato. Ti guardi attorno, e ti accorgi che il vento e' calato, e si e' fatta sera.
E non c'e' piu' tempo, non ce n'e' piu'.
La bella libreria della Stazione Termini e' una tentazione, di quelle che si fa fatica a resistere, soprattutto quando hai poca voglia di andare in ufficio.
Per cui non ho neanche pensato di andare dritto ed uscire sul Piazza dei Cinquecento, ma ho voltato a destra, anche per paura che mi cadesse in testa uno di quei schifosissimi cartelloni 3 x 2 di Berlusconi che penzolano appesi in tutto (dico TUTTO) l'androne, che sara' lungo piu' di 100 metri, e mi sono infilato nella Libreria a giorno - che non e' un mobile, ma un negozio con le pareti interamente in vetro.
Solito piano, quello interrato, della saggistica, il mio passaggio obbligato, anche se appena entrato il nuovo libro di Eco mi sussurrava "Comprami, comprami, costo poco", quasi un viado sotto il Fungo all'Eur...ma sono bravo ed ho tirato dritto, che' tanto lo compro prima o poi.
Scendo, e nel giro di dieci minuti esco con 43 euro in meno e due libri: "Remo e Romolo", di Andrea Carandini, sul mito dei due gemelli clamorosamente rivalutato come storia dai suoi scavi sul Palatino; e "La mente nuova dell'Imperatore", di Roger Penrose, un classico della scienza, che partendo dalla domanda se mai un giorno le macchine penseranno, passa attraverso la fisica, la biologia, l'astronomia, la cibernetica e chi piu' ne ha piu' ne metta, che avevo sempre voluto comprare, ma che per un motivo o un altro non ho mai preso. I due insieme arriveranno a 800 pagine, piu' 'o meno: e so gia' che mi ci vorranno mesi e mesi, forse anni, per leggerli, e non so quale dei due mi interessa di piu' e vorro' iniziare per primo.
Mentre uscivo, guardavo quei libri e ragionavo sul fatto che compro libri che quasi sempre sono di Astronomia/Scienza oppure Archeologia/Storia Antica. Facile, sono i due amori della mia vita...pero' qualcosa non va, e so cosa e', maledizione.
Ogni libro come questo e' come ricordare che i miei due amori sono stati anche il mio fallimento universitario, non essendo stato capace ne' di diventare astrofisico - proprio una catastrofe, un 19 in due anni - ne' archeologo, anzi Topografo di Roma, perche' dovevo lavorare, e anche se dicevo "tanto e' facile, posso fare tutte e due le cose" non l'ho fatto, punto, una media decente e molltato tutto a 8 esami dalla fine. Per cui ora compro libri cosi', e devo accontentarmi: e ragionavo che alla fine e' in fondo il leit motiv della mia vita: tutti a dire che ero bravo, superiore alla media, ma alla fine ho combinato poco: potevo essere astrofisico o archeologo, o anche il massimo esperto di azienda dove ero prima su alcune cose, ne ho avuto la possibilita': ed invece niente. Mi arrabatto a leggere, a capire quello che posso, e a dirmi ogni settembre che viene "quest'anno mi segno al Consorzio Nettuno e prendo una laurea online in Operatore dei Beni Culturali!", e questa storia va avanti da anni...e comincio anche a farmi un po' pieta'.
Per cui si rimane cosi', a leggere libri di cui si ama il contenuto e che ci mettono di fronte alla nostra mediocrita'...sperando prima o poi di potercene fare una ragione.
Eh si, dovevo proprio comprare il libro di Umberto Eco.
Vuoto
Rimbalzo assestante di metafora ritmata
del suono del me stesso annichilito
un allucinato pensiero
che richiamo all'occorrenza
rivelando l'inutile omnicomprensivo
alle dita indicanti
che descrivono il noumeno del non-sense
e verita' disvelano con metafisica ignoranza
e d'oroscopo inventato
spento mi accendo e di nuovo richiudo
l'on-off del quotidiano andirivieni
riccamente cercando un posto libero
nella cruna dell'ago rimasta sola
allibendo assatanato del mio nulla coinvolgente
e mi annullo nel riso
del seme disperso di cervello neuronico
pitagorico tabellino a memoria programmato
e santificando il cuore affilato
m'acquieto d'orgasmo accontentato
all'ombra di nuvole che giocano a dadi
con il vento imbizzarrito.
Qui si rischia la banalita', il dimostrare che la legge dei grandi numeri e' valida e tutti convergono verso il valor medio, cosicche' tutti alla fine ci diciamo le stesse cose.
Del resto, chi e' che non si augurerebbe un 2006 migliore, piu' sereno, piu' felice, piu' ricco eccetera, rispetto a quello che e' appena passato?
A leggere quello che e' successo, nella politica italiana, nel mondo, in economia, nello sport, non si puo' che riconoscere che alla fine tutti gli anni sono uguali, in linea con un andamento generale abbastanza grigio e ahime' in discesa.
DI conseguenza, dando per scontato che tutti ci auguriamo piu' pace, piu' serenita', piu' bonta' eccetera, ecco i MIEI desideri per il 2006:
D. che viene ad abitare a 100m da casa mia e non a 700km
Berlusconi ed accoliti a casa
Una legge che renda il reggicalze OBBLIGATORIO
Una moda che spinga le donne ad amare il reggicalze di cui sopra (cosi' da non vivere l'obbligatorieta' come una condanna...)
La Lega cancellata dalla faccia della terra.
I miei figli piu' tranquilli
Un lavoro veramente di soddisfazione
Una pompa ad iniezione che non si rompa due volte in un mese
Gli astrologi banditi dal territorio della Repubblica Italiana
La furbizia come peccato capitale
e questo e' SOLO l'inizio...
Auguri a tutti, di cuore, e divertitevi, TUTTO L'ANNO.
Hai voglia a spiegare che non c'e' stato in Europa un contagiato che sia uno, che non possiamo parlare di nulla perche' il Virus tanto pericoloso semplciemente ancora non esiste, visto che l'unico in circolazione colpisce sugli uccelli e non si hanno ancora casi di mutazione tali da provocare un contagio tra uomini...hai voglia a spiegare che il vaccino anti-influenzale che e' attualmente disponibile e' efficace quanto il filtro della Sora Peppa, visto che e' fatto per un ceppo influenzale che non c'entra nulla.
Niente.
Prima si lancia un allarme generalizzato. Ricordate i titolo in prima serata, prima notizia i tutti i TG?
Poi la cosa rimane li' sospesa, la gente smette di comprare pollo (anche se e' perfettamente inutile), qualche sindaco si caca sotto e vieta il consumo di polli nelle mense scolastiche...e si fanno due conti di quanto costi alla collettivita' questo casino....ed ora tutto torna alla normalita' o quasi, titoli a meta' tg, dopo la notizia della nascita del baby Totti o giu' di li'.
Insomma questa cosa ha rimpinguato le casse delle industrie farmaceutiche, le quali sicuramente non sono responsabili dell'allarme ma certo non hanno protestato per l'incremento di vendita dei vaccini anti-influenzali, ha dimostrato che gli scienziati non contano un cazzo visto che possono dire quello che vogliono ma la gente non si fida se non di quello che dice la tv e la tv dice che verra' la pandemia, ergo, la pandemia ci sara', e ha pure messo in ginocchio le aziende del settore, che come il vento e' cambiato hanno subito messo in cassa integrazione i dipendenti (tanto la paga lo stato, ossia noi).
Sarei curioso di sapere quante di quelle signore intervistate che erano d'accordo ad eliminare il pollo dalle mense scolastiche sono fumatrici, e lo sono anche in presenza dei figli.
Magari sono le stesse che non portano i figli dal pediatra "senno' in ambulatorio mi si ammala" (quante ne ho sentite!)
Le salutiste della domenica, quelle che mangiano biologico spendendo un capitale ma prendendo l'auto per fare shopping perche' come si fa con tutti pacchi sulla metropolitana o sull'autobus?
Quelle contro gli OGM, anche se non sanno un cazzo di quello che vuol dire, e non sanno che se fossero abitanti del Ciad o di altri paesi simili forse gradirebbero avere una pianta che resiste - grazie ad un gene modificato - alla desertificazione che noi paesi cosiddetti sviluppati abbiamo causato loro con le nostre dissennate politiche industriali.
Quelle stesse signore che vorrebbero l'ambiente pulito, ma producono rifiuti a tonnellate che poi non vogliono a casa loro.
LE giovani ambientaliste, che chiedono energia alternativa, e non sanno che nessuna energia alternativa potrebbe coprire mai il fabbisogno italiano, neanche per un terzo. Neanche se coprissimo di pannelli solari l'intero territorio (tanto poi nessuno li vorrebbe).
Quelle che si lamentano delle antenne dei cellulari, e poi ne hanno tre.
Solo che a chiederlo agli scienziati, a chi queste cose le vive quotidianamente, non fa chic.
Fidarsi di chi ne sa di piu' pare brutto.
Meglio sentire i politici che, notoriamente, sono molto piu' esperti in energie alternative dei fisici, dei chimici e degli ingegneri, e poi Pecoraro Scanio e' cosi' figo!
Qui l'unica pandemia endemica, in Italia, e' l'imbecillita' diffusa...
Il passato, anzi, il Passato con la P maiuscola, e' una brutta bestia. E' come quelle macchie di muffa che strofini, strofini, ma non vanno mai via, e basta un niente che rispuntano fuori. E' un fungo, una micosi che non si riesce a debellare, e bisogna conviverci. Certe volte dimentichi, ma poi come le vie che portano a Roma, tutto converge in momenti che sembrano fatti apposta per farti tornare indietro nel tempo.
Oggi ho avuto la bella idea di montare una serie di scaffali che avevo messi in un angolo da anni, e di spostare libri dalla libreria, ormai disperata per non essere piu' in grado di accogliere nuovi tomi, come un cartaceo Centro di Accoglienza. Ho iniziato questa mattina, ho trapanato, preso misure, montato, issato...e poi ho spostato dal salone libri e li ho messi nei nuovi scaffali, e poi, gia' che c'ero, ho preso le mie riviste di astronomia e i miei vecchi libri di fantascienza e li ho portati qui in mansarda, proprio dietro di me, dove sono ora.
Tra quelle riviste ce ne sono alcune che comprai con mio padre, ed ero poco piu' che bambino. Sfogliarle e' stato un obbligo. E poi le altre, comprate mese dopo mese, da quando ero un ragazzo ad oggi, ed io sono molto piu' cambiato, e pensare che quando ho smesso di comprarne una perche' non mi piaceva piu', beh...forse sono loro che dovrebbero essere piu' deluse del sottoscritto.
I libri di fantascienza poi...sono finiti insieme a quelli che erano di mio zio, una persona unica, che ha segnato profondamente la mia vita e che giusto il primo novembre di 15 anni fa ebbe l'idea geniale di togliersi dalle scatole e di farla finita, lasciandomi attonito, e molto, molto piu' solo, con in gola il grido soffocato di un "perche' che non avra' mai risposta. E mentre facevo queste consideraziuoni, con il cuore senza alcuna emozione, ormai, perche' Cuore Affilato ero, ma ogni tanto quel cuore sembra di pietra e si ferma per un po', un sms mi annunciava la morte del papa' di un ex-collega, ex-collega che , come la moglie, conosceva molto bene mio zio....Perfetto, il cerchio aveva giusto bisogno di un piccolo tassello per chiudersi.
Quando il Passato chiama, c'e' poco da fare. Solo aspettare che si riaddormenti, come un vulcano, in attesa della prossima eruzione.
A proposito, il 31 ottobre e' stato l'anniversario della dipartita del grande Eduardo...ma sembra che non gliene freghi a nessuno.
Meglio Halloween, zucche e dolcettischerzetti.
Proprio vero..."ha da passa' 'a nuttata".
C'e' chi dice che la vendetta e' un piatto che va servito freddo, e chi aspetta, bellamente seduto sulla riva, che passi il cadavere del proprio nemico.
Non so se tutto questo sia appropriato a quello che sto per dire, ma leggere che la Vezzali ha conquistato il suo quarto titolo mondiale consecutivo nel Fioretto femminile (oltre a due ori olimpici), solamente 4 mesi dopo la nascita del suo primogenito Pietro, mi ha fatto ridere di gusto, e godere, come dire, come un piccolo maialino (anche tenendo conto della forma che mi ritrovo).
Eh gia', in un paese dove la maternita' viene sempre piu' negata nel mondo del lavoro, in particolare nelle aziende private, questa e' una gran bella notizia, e pur essendo uomo vivo la cosa come una grande rivincita - o piccola vendetta, vedete voi - per tutte le donne che o rinunciano ai figli o alla carriera, e magari devono rinunciare a tutti e due.
Inutile dire che dedico questo nobile dolce lucente fioretto al paffuto e alquanto stronzo posteriore di tutti quei Direttori del Personale - pardon, delle Risorse Umane - che non assumono donne perche' si sposano e poi fanno figli, o che se le hanno assunte, probabilmente per errore proprio o del proprio predecessore, sono bravissimi ad emarginare le stesse.
Che quella lama cosi' nobile e dolce ve la possiate sentire tutta tutta per intero, indovinate dove. Tanto, notoriamente, il fioretto e' arma di punta, quindi e' solo di quella che dovete preoccuparvi, la lama non taglia...